Intervento di

Falloplastica di allungamento e di ingrandimento

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Cos'è

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Intervento

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Post Operatorio

Cos'è la falloplastica di allungamento e di ingrandimento?

La falloplastica è l’intervento di chirurgia plastica per la costruzione, la ricostruzione o l’ingrandimento del pene. Questo intervento si basa su una procedura alquanto complessa, che in alcune circostanze richiede l’esecuzione di più operazioni distinte.

Attualmente, la falloplastica è realizzabile tramite diverse tecniche chirurgiche, le quali sono il risultato dell’evoluzione e del perfezionamento della chirurgia plastica moderna.

Informazioni

La falloplastica è indicata per:

  • Uomini con difetti congeniti del pene, come per esempio micropene, ipospadia o epispadia.

Micropene: è il termine medico che indica la presenza di un pene dalle dimensioni nettamente inferiori agli standard di normalità. Negli adulti per poter parlare di micropene, questo deve risultare in erezione più corto di 7 centimetri; in un neonato, invece, deve essere più corto di 1,5 centimetri;

Ipospadia: indica la presenza di un’uretra non perfettamente sviluppata e il cui meato urinario (cioè l’apertura per la fuoriuscita dell’urina) non risiede sulla punta del glande del pene, ma in un punto della fascia ventrale di quest’ultimo.

Epispadia: descrive la presenza di un’uretra non perfettamente sviluppata e il cui meato urinario non risiede sulla punta del glande, ma in punto della fascia dorsale del pene.

  • Uomini vittime di gravi traumi in sede genitale, che hanno alterato profondamente l’anatomia del pene;
  • Uomini che, a causa di un tumore al pene, hanno dovuto sottoporsi all’asportazione di una parte dell’organo colpito dalla neoplasia;
  • Donne che vogliono cambiare sesso.

Intervento

La falloplastica prevede, molto brevemente, il prelievo di un lembo di pelle, con i suoi vasi e i suoi nervi, da un’area del corpo solitamente nascosta alla vista e il re-impiego di tale lembo cutaneo nella costruzione, nella ricostruzione o nell’allungamento del pene, e nel prolungamento o rimodellamento dell’uretra.

L’impiego di un lembo di pelle comprensivo di vasi sanguigni e nervi è estremamente vantaggioso, perché assicura al pene (sia in occasione di una costruzione che di una ricostruzione o un allungamento) la presenza di una circolazione sanguigna e di una sensibilità nervosa (sarà compito del chirurgo collegare i vasi e i nervi nella nuova sede di trapianto).

L’entità del prelievo (ossia le dimensioni del lembo di pelle da re-impiegare per il pene) dipende dallo scopo della falloplastica: se quest’ultima ha per obiettivo la costruzione ex novo di un pene, il lembo cutaneo da prelevare sarà più grande, rispetto a quanto accade per una falloplastica finalizzata alla ricostruzione o all’allungamento. Attualmente, le tecniche chirurgiche utili alla realizzazione di una falloplastica sono 4:

  • La tecnica che prevede il prelievo del lembo di pelle dall’avambraccio radiale (falloplastica con lembo radiale dell’avambraccio). È la tecnica più recente e quella maggiormente eseguita, in quanto il lembo di pelle dell’avambraccio radiale assicura un’elevata sensibilità al pene;
  • La tecnica che prevede il prelievo del lembo di pelle dalla porzione latero-anteriore della coscia (falloplastica con lembo latero-anteriore della coscia). È una tecnica sempre meno usata, in quanto il lembo latero-anteriore della coscia presenta una scarsa sensibilità nervosa;
  • La tecnica che prevede il prelievo del lembo di pelle dall’addome (falloplastica con lembo addominale). È la tecnica ideale per i pazienti di sesso femminile che rinunciano all’uretroplastica;
  • La tecnica che prevede il prelievo del lembo di pelle dall’area cutanea che ricopre il muscolo grande dorsale o latissimus dorsi (falloplastica con lembo muscolocutaneo di latissimus dorsi). Questa tecnica è particolarmente utile quando occorre costruire un pene entro cui alloggiarvi, in un secondo momento, una protesi peniena.

Post operatorio

In genere, dopo la falloplastica, segue un periodo di ricovero ospedaliero della durata di un giorno, per le operazioni più semplici, e di 2-3 giorni, per le operazioni più complesse (come, per esempio, quelle per il cambio del sesso). Durante il ricovero, il personale medico si prende cura del paziente, monitorandone periodicamente le condizioni di salute.

In alcune circostanze (es: falloplastica per il cambio del sesso), il ricovero prevede anche l’inserimento di un catetere vescicale per l’espulsione dell’urina, catetere che il paziente dovrà mantenere per 1-2 settimane.

Una volta tornati a casa, il paziente deve stare a riposo da qualsiasi attività fisica per un arco di tempo che può andare dalle 4 alle 8 settimane, a seconda della complessità dell’intervento a cui si è sottoposto (es: la falloplastica per il cambio del sesso comporta un periodo di riposo dall’attività fisica molto più lungo di quello previsto in caso di una falloplastica ricostruttiva). I giorni successivi all’intervento sono caratterizzati da dolore, lividi e bruciore in sede d’intervento, da sangue nelle urine, da nausea e da assenza di sensibilità nervosa a livello dell’organo operato. Tuttavia, con il passare delle ore e dei giorni i disturbi svaniscono.

Inoltre, per beneficiare al massimo della falloplastica, durante le prime settimane che seguono l’intervento, il paziente deve:

  • Evitare di applicare pressioni sulla zona operata
  • Cercare di mantenere elevata la zona operata, per evitare che si gonfi
  • Mantenere pulita la zona operata, secondo le indicazioni del medico curante. La pulizia è fondamentale per evitare infezioni
  • Non applicare ghiaccio
  • Evitare di fare la doccia, salvo diversa indicazione del medico (la pulizia personale della zona operata deve avvenire con altre modalità, che sarà il medico a esporre nelle sedi opportune)
  • Svuotare almeno 3 volte al giorno la sacca legata al catetere vescicale (se previsto)
  • Non tirare il catetere vescicale (se previsto).